Vendita pianta di Castagno Marrone San Mauro
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Castagno Marrone San Mauro

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Il Castagno MARRONE DI SAN MAURO è un biotipo che si è selezionato naturalmente nell'ambiente pedoclimatico della Lessinia Veronese. I frutti sono di forma quasi ellittica, con apice poco in rilievo, buccia sottile, marrone rossiccia brillante, marcata con striature più scure; la polpa è di colore biancastro, consistente, croccante, di sapore dolce, e di pezzatura medio-grossa 20gr.

Maturazione: epoca di raccolta 10/15 Settembre. Conservabilità: 2-3 mesi.
Impollinatori: (parz. autofertile), Vignols, Primato, Bournette, Marsol, Marigoule, e il castagno selvatico.

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Il Castagno MARRONE DI SAN MAURO è un biotipo che si è selezionato naturalmente nell'ambiente pedoclimatico della Lessinia Veronese. I frutti sono di forma quasi ellittica, con apice poco in rilievo, buccia sottile, marrone rossiccia brillante, marcata con striature più scure; la polpa è di colore biancastro, consistente, croccante, di sapore dolce, e di pezzatura medio-grossa 20gr.

Il “Marrone San Mauro” è il frutto di un innesto unico e irripetibile, a noi giunto dall’esperienza e dalla passione degli avi che nel corso dei secoli hanno selezionato una particolare varietà di castagno che per aspetto, qualità e sapore è indubbiamente unica. Il frutto del castagno viene commercialmente distinto in marrone e castagna. Il “Marrone San Mauro” si differenzia dalla castagna comune per la sua forma ovale allargata, per il colore più chiaro con striature brune ben marcate, per la buccia sottile che si stacca con facilità e per la polpa più gustosa e dolce. Questo tipico prodotto dei Monti Lessini Veronesi viene coltivato nella fascia altimetrica tra 400 e 700 metri, in una zona ben delimitata fra i comuni di Sant’Anna d’Alfaedo, Roveré V.se, San Mauro di Saline, Selva di Progno, Badia Calavena, Tregnago e San Giovanni Ilarione.Questa particolare pianta da frutto non richiede nessun trattamento chimico o antiparassitario, per cui il “marrone” resta ancor oggi uno dei pochi frutti assolutamente genuini. Da sempre nel corso dei secoli il “marrone” ha costituito uno degli alimenti che hanno aiutato le nostre popolazioni montane a superare momenti critici, a limitare la carenza di vitamine e proteine e ad allontanare il fantasma della fame.

Maturazione: epoca di raccolta 10/15 Settembre. Conservabilità: 2-3 mesi.
Terreni: terra grassa, profonda, ben drenata, leggermente acida.
Posizione: pieno sole o mezz'ombra.

Peculiarità: Marrone. Messa a frutto medio-precoce.
Temperatura min.: -20/-30°C.
Malattie: Armillaria e marciume radicale da Phytophtora. Questa varietà ha dimostrato di essere tollerante al cancro della corteccia e mal dell'inchiostro. Pare anche non sia soggetta al Cinepide galligeno.
Impollinatori: (parz. autofertile), Vignols, Primato, Bournette, Marsol, Marigoule, e il castagno selvatico.

Riferimenti specifici alle castagne veronesi sono datati 1584 quando Adriano Valerini in “Le bellezze di Verona”, sottolineando le rilevanti dimensioni del frutto, parla di “castagne che vengono tanto grosse”. Ma è verso la fine dell’800 che si comincia a distinguere sistematicamente la castagna dal marrone, identificando quest’ultimo per i frutti di maggiori dimensioni e migliore qualità.

Precisi riferimenti circa la localizzazione dei castagneti si trovano nella monografia “La provincia di Verona”, scritta all’inizio del secolo dal prefetto Sormano Moretti che, nel computo della produzione riferita al triennio 1891-93, rileva il notevole contributo del territorio dei Monti Lessini alla produzione di castagne. Egli inoltre sottolinea la diffusa presenza in Lessinia della varietà domestica “la quale produce marroni” che si distingue dalla varietà selvatica che invece “dà propriamente castagne”.

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