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Frutto del Drago
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Pitaya - Frutto del Drago

16,50 €
La pitaya è un frutto tropicale ricco di vitamina A, B e C. Mentre la vitamina del gruppo E è contenuta in particolare nei semi. E poi ancora: proteine, antiossidanti, fibre e minerali come calcio, ferro, fosforo e potassio

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Deve essere coltivata in zone soleggiate. Gli apporti di acqua devono essere regolari durante il periodo estivo per avere una produzione continua, anche se resiste molto bene all'aridità. Resiste anche a temperature relativamente basse.
 
La pitaya, è il frutto delle piante del genere Hylocereus Undatus, piante angiosperme. La pianta è un cactus con ”rami” lunghi anche 10 m , spessi 10 cm, ch, da adulti, portano spine lunghe anche 4 m di colore grigiastro-nero. Le radici sono aeree, è infatti una pianta rampicante epifita ch eutilizza gli alberi come sostegno per raggiungere anche i 10 metri di altezza. I fiori sono di colore bianco verdastro e producono nettare per attiare gli impollinatori come pipistrelli e falene.
 
La fioritura avviene nell’arco della notte e può avvenire più volte in un anno e proprio per questo viene anche chiamata ”Regina della notte”. Il frutto è lungo 10 cm con un diametro di 4-9 cm, è di colore rosa vivo con larghe bratee verdi. La polpa è bianca con molti semi neri, che sono commestibili. La consistenza è morbida dal gusto dolce e delicato, ed il profumo è gradevole. I tipi di frutti sono 2: la pitaya rossa e quella gialla. La pitaya rossa ha un colore che varia dal rosa al rosso, dentro è bianca e cremosa con un sapore simile a quello del fico d’india. La forma è ovoidale e ,talvolta, la polpa può essere violacea e si trova in frutti dalla buccia viola oppure esiste una variante gialla con bratee meno appariscenti.
 
Esternamente si presenta come un frutto ovoidale (grande una decina di centimetri, del peso tra i 200-600 g) e bitorzoluto (le sue brattee a scaglie ne rendono la superficie simile alla pelle di un drago…), dall’intenso colore giallo oppure rosso cupo, al cui interno si cela una morbida polpa bianca (punteggiata da tanti semini neri commestibili), dolce e succosa, tanto gradevole per il sapore (un mix tra kiwi e pera) quanto per il profumo fiorito.
Come si assume la pitaya

Tra le due varietà va di certo preferita quella gialla, meno diffusa ma più pregiata, e la cosa ottimale sarebbe consumare il frutto fresco sbucciandolo proprio come se si trattasse di un fico d’india, per poi mangiarlo a fette; dalla polpa si prepara anche una squisita bevanda chiama “agua de pitaya”. Purtroppo tutto questo si rivela essere piuttosto difficile in Europa, dove il prodotto (estremamente sensibile agli sbalzi di temperatura e pressione) può essere assaporato solo in forma disidrata ed essiccata, per garantire la conservazione delle sue virtù salutistiche. Si consiglia l’integrazione quotidiana di due o tre cucchiaini del prodotto (in bevande, yogurt, macedonie…).
 
Proprietà
Pipistrelli e falene sono responsabili della sua impollinazione. La pitaya è un frutto tropicale ricco di vitamina A, B e C. Mentre la vitamina del gruppo E è contenuta in particolare nei semi. E poi ancora: proteine, antiossidanti, fibre e minerali come calcio, ferro, fosforo e potassio, completano il quadro dei suoi numerosi benefici e delle sue preziose proprietà. Mangiare la pitaya aiuta la normale attività intestinale, potenzia le difese immunitarie e la memoria, stimola il fegato e i reni, oltre a migliorare l’attività dei muscoli.
 
Come si mangia
La pitaya è un superfruit da consumare fresco. È maturo al punto giusto se la sua consistenza è morbida al tatto, ma non troppo. L’ideale è quando la polpa si stacca facilmente dalla buccia che, ricordate, non è assolutamente commestibile. Ma come si mangia la pitaya?
 
Al naturale – Per gustare tutto il sapore della pitaya non dovete fare altro che tagliarla a metà e mangiare la sua prelibata e candida polpa, con l’ausilio di un cucchiaino. In quest’azione la sua buccia, piuttosto solida, fungerà da comodo contenitore. Un consiglio: gustatela fredda.

Nelle bevande – Potete impiegare la pitaya per la preparazione di frullati e cocktail. Una succosa bevanda in particolare, chiamata agua de pitaya, riesce a potenziare il gusto naturale di questo frutto, grazie ad un mix di limone e zucchero. Il sapore del Dragon Fruit verrà notevolmente esaltato, specie se preferite un retrogusto acidulo. Un frullato davvero delizioso potete preparalo miscelando pitaya, banana, mirtilli e latte o, in alternativa, yogurt e latte di mandorla. Le varianti sfiziose possono essere il burro d’arachidi, le mandorle tostate o frutta in aggiunta da mettere intera.

Come dessert – È possibile preparare dei rinfrescanti sorbetti dopo pasto, a base di pitaya. Consiglio: non gettate via la buccia perché vi tornerà utile per servire il vostro dolce. O ancora dei deliziosi spiedini di frutta. Come? Tagliate pitaya, kiwi, ananas e mango a quadratini e infilateli in lunghi spiedini di legno. Fate cuocere su una griglia, o in forno, fino a che non potrete vedere una leggera doratura. Spolverate con dello zucchero a velo et voilà, il vostro dessert è pronto.

Recensioni

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