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lampone con spine

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Periodo di massima raccolta: luglio-agosto. Se amiamo i frutti di bosco nel nostro orto o nel nostro balcone non può mancare il lampone (Rubus idaeus). I suoi frutti, di un rosa stupendo, sono deliziosi e si prestano alle più svariate preparazioni: macedo

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Se amiamo i frutti di bosco nel nostro orto o nel nostro balcone non può mancare il lampone (Rubus idaeus). I suoi frutti, di un rosa stupendo, sono deliziosi e si prestano alle più svariate preparazioni: macedonie, gelati, crostate e ottime marmellate. E una volta surgelati mantengono sapore e forma quasi inalterati, sicuramente meglio delle fragole. Ma aldilà delle sue qualità organolettiche il lampone, dopo la fragola, è tra le piante più produttive e non occupa neppure molto spazio. L’unica ‘conditio sine qua non’ è la disponibilità di acqua: se non avete acqua a sufficienza o se da voi l’estate è torrida, rinunciateci. E’ un frutto che tollera bene la mezz’ombra, che ama le posizioni arieggiate, ma non il vento forte. Per coltivarlo al meglio dovremo prevedere dei sostegni su cui farlo arrampicare. Quando e come piantarlo – E’ meglio piantare il lampone alla fine dell’autunno, ma tempo permettendo si possono comprare piantine e metterle a dimora fino a primavera. Si posizioneranno a circa 40/50 cm di distanza l’una dall’altra, ma se decidiamo di farne due file, lasciamo fra queste almeno un metro. Non disperino coloro che hanno un balcone perché sembra che si possa coltivare facilmente anche in vaso: un amico mi ha detto di avere ottenuto sul terrazzo ottimi raccolti. Come coltivarlo – I frutti compaiono solo sui rami giovani di un anno, quindi in autunno i rami che hanno già fruttificato andranno tagliati alla base. I giovani polloni andranno invece diradati a fine estate, lasciando solo quelli più vigorosi e con quelli tolti si potranno ottenere nuove piante. Cosa non fargli mancare – Il lampone necessita di acqua con regolarità e abbondanza. All’inizio della primavera possiamo aiutarlo con del letame maturo o con del compost. La pacciamatura è consigliabile durante tutto l’anno, sia per mantenere l’umidità che per favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive. Ricordate che Il lampone è una pianta dalle radici superficiali. Oltre al sostegno, che è d’obbligo, se il vostro orto si trova in aperta campagna, quando i lamponi matureranno dovrete fare i conti con gli uccelli di ogni tipo, quindi meglio prevedere fin da subito una rete protettiva. Quali varietà scegliere – Ci sono due tipi di lamponi quelli non rifiorenti, che fruttificano per circa un mese a partire dalla metà di giugno e quelli rifiorenti che hanno una fruttificazione scalare. Quest’ultimi fanno i primi frutti a giugno e dopo una breve pausa, ripartono ad agosto per finire ad ottobre. Altre varietà regalano lamponi fino alle prime gelate e sono più indicate per le zone a clima mite. Raccolta – I lamponi vanno raccolti quando sono ben rossi, ma ancora duri. Meglio controllare la maturazione tutti i giorni o al massimo a giorni alterni, per evitare che cadano a terra e fermentando favorire gli attacchi di muffa grigia, che è il peggiore nemico del lampone. Curiosità – Se siete tipi originali sappiate che non esistono solo lamponi rossi, ma anche gialli (Fallgold) e neri (Munger). E se avete timore di pungervi con le spine provate la varietà Glen Moy , precoce e senza spine. L’origine dei frutti di bosco trova traccia nella memoria di tutti noi, sino a diventare nell’immaginario collettivo un ricordo sempre gradito di delicati sapori e colori. Queste piacevoli sensazioni sono retaggio di un passato che vedeva coinvolte le fami- glie di ogni ceto sociale nella ricerca di frutta di stagione nei boschi vicino a casa; ciò con l’intento di arricchire la dieta quotidiana, ma soprattutto, come si osserva in Valtel- lina e Valchiavenna, di integrare il reddito familiare. E’ proprio attorno alla famiglia che si verificano le prime esperienze di coltivazione dei frutti di bosco: le piante venivano localizzate negli angoli meno fertili di orti familiari e piccoli frutteti. Di fatto l’origine della loro coltivazione parte proprio come un’autentica curiosità, espressione del desiderio di produrre vicino a casa quei sapori che un tempo costrin- gevano a lunghe camminate. La coltivazione dei piccoli frutti ha catturato l’interesse dei coltivatori quando questi hanno compreso la possibili- tà di una concreta valorizza- zione commerciale del pro- dotto. Mirtilli, more, lampo- ni, ribes e altre specie sono diventati ben presto attrazio- ne di studio per agronomi e genetisti che insieme hanno valorizzato le migliori poten- zialità agronomiche delle spe- cie a frutto piccolo. I consumatori hanno molto apprezzato l’ingresso di que- sti prodotti sui banchi di ven- dita; prova ne è il crescente consumo pro-capite. Sebbe- ne la cultura dei frutti di bo- sco sia più legata a Paesi nor- dici, attualmente anche in Ita- lia il settore sta vivendo un momento di vitalità. Nella Penisola, la superficie investita a frutti di bosco è di circa 350 ha, con una produ- zione totale intorno alle 3.000 t; le importazioni si aggirano sulle 10.000 t, delle quali 250 come prodotto fresco. L’Ita- lia importa ed esporta soprat- tutto dai Paesi della Comuni- tà Europea tra cui Francia, Germania, Polonia e Austria. I dati indicano comunque una situazione deficitaria, che fa prevedere ampi spazi di espansione per queste colture. Analizzando la distribuzione degli impianti traspare che la maggiore concentrazione di insediamenti produttivi è localizzata nelle zone pede- montane, in piccole aziende a conduzione familiare dove il prodotto viene raccolto a mano e conferito in strutture cooperative. Alternativa comune è la vendita al dettaglio Il lampone è un arbusto cespuglioso a fo- glia caduca presente spontaneamente nella nostra valle fino a quote di 1500-1800 m. Il sistema radicale di tipo fascicolato rap- presenta la parte perenne della pianta. Tale sistema ha un grande sviluppo orizzontale ed emette ogni anno nuovi ricacci de- nominati polloni. I polloni, inizial- Frutto di lampone con mente erbacei, nel drupeole evidenti corso del primo anno lignificano. I fiori sono raggruppati in infiore- scenze e hanno petali bianchi in numero di cinque. Il lampone produce buone quantità di nettare che attira gli insetti pronubi per l’impollinazione incrociata. Il frutto è costitu- ito da un insieme di drupe ed ha una forma variabile dallo sferico al conico allungato. Il gusto varia a seconda del- la varietà e generalmente è dolce-aromatico. Anche il colore varia toccando tutti i toni del rosso ma anche il giallo e il nero. In base al tipo di fruttifica- zione i lamponi si dividono in 2 classi: uniferi e rifiorenti. Lampone unifero Il ciclo e la produzione delle piante ha durata biennale (Fig. 2). Il primo anno si ha lo sviluppo del pollone che porterà le gemme dormienti con gli abbozzi fiorali. Il secondo anno da queste gemme si sviluppano ramifi- cazioni fruttifere più o meno lunghe, che porteranno i fiori e i frutti durante l’estate. Esaurita la fase produttiva i polloni seccano. Lampone rifiorente La vitalità dei polloni anche in questo caso è biennale, con la differenza che già dal primo anno sono in grado di fruttificare nella parte apicale. L’anno successivo la fruttificazione avviene sulla parte mediana degli stessi. Tutto ciò è possibile perchè, nel corso del primo anno, la parte superiore del pollo- ne emette dei bottoni fiorali che verso fine estate iniziano a produrre. Il lampone ri- fiorente offre quindi due raccolti: il pri- mo ad inizio estate sui tralci dell’anno precedente ed il secondo a settembre-ot- tobre sui polloni dell’anno (Fig. 3). Nelle produzioni a scopo commerciale, dove conviene valorizzare il raccolto au- tunnale, ogni inverno si tagliano tutti i polloni alla base (Fig. 4). Terreno Il lampone è una pianta che, grazie alla sua rusticità, si adatta a terreni di natura differente. Per ottenere comunque i mas- simi risultati produttivi è opportuno sce- gliere un terreno ricco di sostanza orga- nica, sciolto, fresco, privo di calcare, con reazione sub-acida (pH 6-6,5) e ben dre- nato, per non incorrere nel rischio di clo- rosi o asfissia radicale. Clima Il lampone unifero può essere coltivato fino a 1200-1500 metri s.l.m. mentre il lampone rifiorente dà buoni risultati fino a 800-900 metri s.l.m.. E’ significativo Impianto di lampone a fine inverno sottolineare a tale proposito che ad ogni 100 metri di dislivello corrispondono circa 4 giorni di anticipo o ritardo nella maturazione. Il lampone sopporta bene le basse temperature invernali e le elevate temperature estive, purchè sia assicurato l’ade- guato rifornimento idrico. In ogni caso per la Valtellina è conveniente orientarsi su varietà più resistenti al freddo.

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