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Ribes Nero

7,70 €
ribes nero
Gigante di Booskoop: vigorosa
con grappoli piccoli costituiti da
8-10 bacche, i frutti sono aci-
duli e aromatici.
La varietà si impollina con Noir
de Bourgogne.
Noir de Bourgogne: vigorosa
con grappoli corti.
Nome botanico: Ribes nigr

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ribes nero Gigante di Booskoop: vigorosa con grappoli piccoli costituiti da 8-10 bacche, i frutti sono aci- duli e aromatici. La varietà si impollina con Noir de Bourgogne. Noir de Bourgogne: vigorosa con grappoli corti. Nome botanico: Ribes nigrum, R. rubrum, R. vulgare Famiglia: Saxifragacee Tipo di pianta: cespuglio fruttifero Epoca di maturazione: da giugno a luglio Tre sono i tipi di ribes coltivati: bianco, rosso e nero. I primi due, avendo qualità organolettiche superiori (rapporto acidi-zuccheri), sono maggiormente destinati al con- sumo fresco. Invece il ribes nero risulta principalmente destinato alla trasformazione per il sapore eccessivamente aromatico che lo rende poco adatto al consumo fresco. In Italia vengono coltivate tutte e tre le tipologie; per la Valtellina al momento l’interes- se è rivolto verso il rosso e il bianco. La scelta di coltivare ribes nero è subordinata alla possibilità di avere un canale preferenziale di collocamento della produzione. Pianta La pianta è un cespuglio fruttifero che può raggiungere un’altezza di 1-3 m, con una buona capacità pollonifera e un apparato radicale superficiale concentrato nei primi 30 cm di profondità. I fiori hanno cinque petali di colore variabile. Il frutto è una bacca riunita in grappoli di diversa lunghezza a seconda della specie. Poichè il ribes nero è generalmente autosterile, nell’impianto è necessario prevedere varietà diverse per favorire l’impollinazione incrociata. Terreno La specie si adatta bene ai vari tipi di terreno anche se quelli soffici, ricchi di humus e ben drenati danno i risultati migliori. La reazione ottimale per lo sviluppo è leggermente acida (pH 6.2-6.7). Le piante, nei terreni poveri, portano frutti più aromatici e profumati penalizzando le rese che risultano molto basse. Clima Il ribes è molto resistente ai freddi invernali (soprattutto il ribes rosso), quindi può essere coltivato anche a quote alte, meglio se mediamente soleggiate. E’ necessario fare atten- zione agli abbassamenti termici in fioritura per problemi di cascola dei frutticini. Densità di impianto La densità d’impianto è subordinata alla tipologia del sistema d’allevamento e varia da 2.5 m tra le file per 1.5 m sulla fila nel caso dell’allevamento a cespuglio, a 2 m tra le file per 1 m sulla fila nel caso dell’allevamento Forma di allevamento Due sono le forme di Fig. 1 Controspalliera allevamento princi- pali adottate negli impianti commercia- li: a controspalliera e a cespuglio. La prima, utilizzata più diffusamente, permette una preco- ce messa a frutto, una regolare insolazione dei grappoli con mi- glioramenti sulla qualità; facilita le operazioni di potatura, di raccolta e di gestione dell’ interfila. Negli impianti a contro- spalliera è opportuno predisporre un’adeguata palificazione costituita da pali di circa 1,80 m di altezza fuori terra e di- stanziati di circa 5 m. Su questi sono stesi due fili, rispettivamente ad un’altezza di 0,4 m e di 1,4 m dal terreno, per la legatura delle bran- che che formano l’impalcatura della pianta. Per scopi ornamentali o per im- pianti familiari il ribes viene an- che allevato ad alberello. Potatura Nell’allevamento a spalliera la po- tatura all’impianto viene effettuata in base al numero di branche già presenti. In generale si scelgono tre branche ben disposte che formeranno l’impalcatura definitiva della pian- ta; quelle in soprannumero si eliminano. Non essendovi le condizioni per la scelta dei tre rami se ne scelgono solo uno o due. L’impossibilità di strutturare fin dal primo anno un’impalcatura completa, ritarderà di un anno la formazione della pianta. Nel corso dell’estate, con la potatura verde, si eliminano i polloni in soprannumero. I rami destinati alla produzione vengono cimati per permettere lo sviluppo delle gemme laterali. Da questi rametti si avranno nell’anno seguente i brindilli (germogli di un anno che si formano su rami di due o più anni) che porteranno le fruttificazioni. Negli anni successivi si passa alla potatura di produzione che prevede un intervento estivo (giugno), con cimatura di tutti i nuovi germogli laterali alla lunghezza di cinque foglie. Durante questa operazione si tagliano i ricacci al piede della pianta, lasciandone eventualmente uno per il rinnovo. In inverno si eliminano i rametti laterali vecchi o mal posizionati e i dardi (rametti di 1- 3 cm con internodi corti inseriti su germogli di oltre 2 anni), per mantenere la produzio- ne sui brindilli che offrono frutta di migliore qualità.

Recensioni

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