benefici per la salute il melograno

 

>> Scarica il manuale "Tutto sul Melograno"

 

1. Introduzione

 

Nella maggior parte dei casi, per camminare verso il nostro futuro è prima necessario dare

uno sguardo al nostro passato.

 

Un chiaro esempio è il melograno, una delle prime coltivazioni di cui si è occupato l’uomo e la

cui presenza nella cultura e nella storia spagnola è evidente anche in alcuni stemmi araldici,

ad esempio nel Regno di Granada all’epoca dei re cattolici. Un altro esempio che mette in

risalto il rapporto esistente tra la melagrana, la Spagna e la ricerca è lo stemma del Consiglio

Superiore di Ricerche Scientifiche (CSIC) all’interno del quale si trova l’immagine del melograno

(Figura 1).

 

Con questo dossier si pretende far conoscere la gran importanza di questa coltivazione abbondantemente

coltivata in Spagna e le proprietà benefiche del suo frutto e dei prodotti

derivati sulla nutrizione umana.

 

 

Figura 1. Coltivazione del melograno e scudo del Centro Superiore di Ricerche Scientifiche.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

2

 

1.1. Origine del melograno

 

Il melograno (Punica grantum L.) è un albero da frutto coltivato fin dall’antichità. Si tratto di

uno degli alberi da frutto biblici come la vite, l’olivo o la palma. Stando a quanto afferma Nikolaj

Vavilov, il melograno appartiene al Centro IV: Centro di Oriente Prossimo (Asia Minore,

Asia transcaucasica, Iran e le vette alte del Turkmenistan).

 

 

 

 

 

Il melograno (Punica granatum L.) è un albero dal fogliame caduco di piccole dimensioni

che raggiunge massimo gli 8 metri di altezza in stato selvatico. È un albero da frutto particolarmente

interessante per molte zone del mondo, specialmente quelle aride e semiaride in

quanto, anche se meno importante rispetto ad altri alberi da frutto, è capace di adattarsi alle

diverse zone in cui altre specie attualmente più rinomate sarebbero incapaci di offrire una

produzione redditizia (Melgarejo e Salazar, 2003).

 

 

La classificazione sistematica à la seguente:

 

Categoria: Fanerogame.

 

Classe: Dicotiledoni.

 

Sottoclasse: Arquiclamidea.

 

Ordine: Myrtales.

 

Famiglia: Punicaceae.

 

Genere: Punica.

 

Specie: Granatum.

 

 

 

1.2. Importanza economica del melograno

 

Attualmente si coltiva ad esempio in paesi come la Spagna, gli Stati Uniti, l’Iran, la Turchia,

l’India, Israele, Cina e alcuni paesi della costa settentrionale dell’Africa. La Spagna è senza

dubbio il produttore più importante d’Europa e la produzione si concentra in particolare nelle

regioni di Valencia, in Andalusia e nella regione di Murcia (Grafico 1).

 

La produzione spagnola equivalente a 22.3111 tonnellate (Ministero di Agricoltura, Alimentazione

e Ambiente, 2010), si concentra nella provincia di Alicante (90%). A sua volta, la coltivazione

di questa pianta si concentra in tre municipi, Elche, Albatera e Crevillente, in ordine

di importanza. L’elevata concentrazione mette in risalto l’enorme importanza socio-economica

della melagrana per questi tre municipi e le zone circostanti.

 

 

Grafico 1. Regioni spagnole produttrici di melagrana.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

1.3. La melagrana Mollar di Elche (Alicante)

 

La melagrana è stato fin da sempre un frutto apprezzato e ammirato da numerose civiltà.

I melograni e le palme sono gli alberi caratteristici delle campagne di Elche. Inoltre, sono

conosciuti da tempi immemorabili. In Spagna, la melagrana Mollar de Elche (Figura 2) è la

più popolare e pregiata rispetto alle altre varietà e, senza dubbio, è la più coltivata in tutto il

territorio spagnolo.

 

 

Le caratteristiche più importanti delle melegrane Mollar di Elche sono le seguenti:

 

- Frutti di dimensioni grandi o molto grandi.

 

- Albero vigoroso che cresce velocemente.

 

- Frutto di grande dimensione.

 

- Seme spesso, di color rosso scuro, pochi semini e morbidi.

 

- Matura tra ottobre e novembre.

 

- È di miglior qualità, più grande e più produttiva rispetto alle altre varietà del grup-

po delle Valenciane che occupano il secondo posto nella graduatoria della produ-

zione spagnola.

 

 

 

Uno degli ambiti di ricerca di gran attualità e di massimo interesse è lo studio dei componenti

bioattivi della melagrana e gli innumerevoli effetti sul miglioramento della salute umana. Si è

verificato con numerosi studi scientifici che sia la melagrana che i prodotti derivanti contengono

diversi componenti in grado di prevenire malattie e migliorare lo stato di salute (Larrosa

et al., 2006; Sartippour et al., 2008; Koyama et al., 2010).

 

Solitamente la melagrana si mangia fresca. Ciononostante, gran parte del raccolto non possiede

la qualità estetica sufficiente per essere destinato al consumo fresco in quanto il consumatore

non l’accetterebbe. Ad ogni modo la qualità della parte commestibile o arilli è simile a

quella dei frutti accettati per il consumo fresco. Per questa parte del raccolto non utilizzabile

per il consumo fresco è necessario cercare un’alternativa commerciale sottoforma di uso

industriale.

 

2. Prodotti funzionali derivati dalla melagrana ed il loro consumo integrale

 

I principali prodotti industrializzati della melagrana sono:

 

 

- Succo di melagrana: commercializzato soprattutto negli Stati

 

Uniti e con un gran potenziale in Spagna.

 

- Arilli di IV gamma.

 

- Marmellate.

 

- Vini, aceti e liquori.

 

- Arilli disidratati.

 

- Prodotti nutraceutici elaborati con estratto di buccia.

 

- Condimento alimentare.

 

- Cosmetici: creme, oli, bagnoschiumi….

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

La melagrana possiede numerosi composti chimici ad alto valore biologico in tutte le sue

parti: buccia, membrane carpellari, arilli e semi (Figura 3). Il prodotto più importante derivato

dalla melagrana è il succo, senza dubbio il più studiato e con molteplici referenze nella

letteratura scientifica sia spagnola che internazionale.

 

Circa il 50% del peso totale della melagrana corrisponde alla buccia e alle membrane carpellari

che rappresentano una fonte importantissima di composti bioattivi, flavonoidi, ellagitanini,

proantocianidina e minerali tra cui il potassio, l’azoto, il calcio, il fosforo, il magnesio

ed il sodio. Per questo motivo, i prodotti nutraceutici e i condimenti alimentati elaborati con

estratti di buccia e membrane carpellari possono essere una fonte importante di tutti questi

composti se trattati in modo corretto.

 

2.1. Composizione chimica della melagrana

 

 

Figura 3. Le parti della melagrana.

 

 

 

La parte commestibile della melagrana rappresenta circa il

50% del peso totale di una melagrana ed è formata nell’80%

dagli arilli (parte carnosa) e nel 20% dai semi (parte legnosa).

 

La composizione dei chicchi di melagrana è la seguente: acqua

(85 %); zuccheri (10 %), in particolare fruttosio e glucosio;

acidi organici (1,5 %), in particolare acido ascorbico, citrico

e malico; composti bioattivi come polifenoli e flavonoidi (in

particolare antocianine).

 

Inoltre, i chicchi di melagrana sono una fonte importante di lipidi in quanto i semi contengono

acidi grassi che oscillano dal 12% al 20% del peso totale (peso asciutto).

 

Gli acidi grassi si caratterizzano per un elevato contenuto di acidi grassi insaturi come l’acido

linolenico, linoleico, punico, oleico, stearico e palmitico.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Tabella 1. Composizione nutrizionale della parte commestibile (USDA, 2007).

 

 

 

Tabella 2. Elementi minerali contenuti nella parte commestibile (USDA, 2007) e nel succo di

melagrana con polpa (Andreu-Sevilla et al., 2008).

 

Attualmente, l’effetto benefico della frutta e della verdura è ampiamente accettato grazie

all’elevato contenuto di composti bioattivi. La presenza dei composti indicati anteriormente

(Tabella 2) garantisce l’importante valore nutrizionale della melagrana.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

2.2. Composti fenolici

 

2.2.1. Composti fenolici a basso peso molecolare

 

I composti fenolici si possono dividere in molecole semplici e polimeri di quest’ultime con un

maggior peso molecolare. Tra i primi ricordiamo i flavonoidi come i composti più importanti

di questo sottogruppo; gli antociani sono invece i composti più rappresentativi e i responsabili

del colore caratteristico della melagrana. All’interno dei composti fenolici a basso peso

molecolare ricordiamo gli acidi fenolici, in particolare l’acido gallico e l’acido ellagico (Figura 4).

 

 

Figura 4. Composti fenolici a basso peso molecolare

 

 

 

2.2.2. Composti fenolici ad alto peso molecolare

 

I tannini sono i polifenoli più caratteristici ad alto peso molecolare. La buccia della melagrana

è ricca di tannini idrolizzabili, in particolare punicalina, pedunculagina e punicalagina (Figura 5).

 

 

Figura 5. Struttura molecolare della punicalagina

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

 

2.3. La melagrana come alimento funzionale

 

Il concetto di alimento funzionale è complesso e si riferisce al

fatto che i componenti possono essere nutrienti o no, ripercuotersi

in modo positivo o no sull’organismo, o svolgere un

effetto fisiologico o psicologico oltre a quello nutrizionale (Viuda-

Martos et al., 2011a).

 

Tra gli alimenti funzionali ricordiamo: (i) quelli che contengono determinati minerali, vitamine,

acidi grassi o fibre alimentari, (ii) quelli a cui sono state aggiunte sostanze biologicamente

attive come fitochimici o altri antiossidanti e (iii) i probiotici che contengono colture vive di

microorganismi utili.

 

Stando a quanto esposto e agli studi effettuati sulla composizione chimica della melagrana e,

recentemente, agli effetti sulla salute, possiamo considerare questo frutto come un alimento

funzionale (Malgarejo, 2010).

 

Gli antociani sono i composti responsabili del colore rosso delle melegrane; questi composti

fenolici sono importanti per l’azione antiossidante che svolgono tesa a protegge il corpo

umano dai radicali liberi e a ritardare il processo di invecchiamento delle cellule. L’attività di

cattura dei radicali liberi di questi flavonoidi è stata dimostrata in diversi studi, ad esempio

quello di Espín et al. (2000). Si stima che circa il 10% della capacità antiossidante del succo di

melagrana è dovuta alla presenza di questi polifenoli, gli antociani (Gil et a., 2000).

 

 

 

La capacità antiossidante del succo di melagrana è il triplo di

quella del vino rosso o del tè verde (Gil et al., 2000).

 

È estremamente importante la composizione basata

su acidi grassi essenziali (linoleico, linolenico

e arachidonico) soprattutto per il suo contenuto in

acidi grassi poli-insaturi. Gli acidi grassi poli-insaturi

svolgono un ruolo importante come composti

preventivi di malattie cardiovascolari e di alcune

patologie cardiologiche considerando che questi

grassi riducono notevolmente i livelli di colesterolo

HDL (colesterolo cattivo).

 

L’acido punico ha effetti anti-aterogenici. Gli ellagitannini possono essere trasformati in urolitine;

l’urolitina A potrebbe considerarsi il composto antinfiammatorio più attivo legato all’ingerimento

della melagrana. Nel colon i processi antiinfiammatori potrebbero essere dovuti

alla frazione non metabolizzata degli ellagitannini (Larrosa et al., 2010).

 

La punicalagina è il polifenolo con maggior peso molecolare conosciuto che si idrolizza in

acido ellagico e si metabolizza nel tratto intestinale creando urolitine. Le punicalgine sono i

composti che presentano una maggior capacità antiossidante o di cattura dei radicali liberi e

sono responsabili del 50% di questa attività nel succo di melagrana, assieme ad altri tannini

idrolizzabili (33 % dell’attività totale), e all’acido ellagico (3 %) (Gil et al., 2000; García-Viguera

et al., 2004).

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Le principali proprietà funzionali delle punicalgine sono (Sánchez, 2009):

 

 

- Potente effetto antiossidante.

 

- Attività anti tumorale.

 

- Effetto protettivo del sistema cardiovascolare.

 

2.4. Ossidazione VS Anti-ossidazione

 

Gli organismi vivi hanno bisogno di energia e la ottengono

dai principi immediati (carboidrati, lipidi e proteine). Questa

energia si può ottenere con reazioni chimiche che possono

richiedere o no ossigeno. Distinguiamo quindi il metabolismo

anaerobico da quello aerobico.

 

È vero che la cellula ottiene maggior energia se la base del

suo metabolismo è l’ossigeno. Con l’ossigeno, la cellula può

ottenere maggior ATP dai principi nutritivi /carboidrati, lipidi

e proteine). Senza ossigeno si ottiene un 20% in meno di ATP

(energia).

 

 

C6H12O6 + 6 O2 ====> 6 CO2 + 6 H2O + 38 ATP

 

 

 

Queste reazioni ossidative avvengono nei mitocondri, cioè delle strutture presenti nel citoplasma

delle cellule dove la molecola di glucosio /6 atomi di carbonio) già divisa in due di

Acido piruvico (3 atomi di carbonio) sai ossida liberando elettroni e protoni accettando l’ossigeno

e trasformandosi in acqua e anidride carbonica e immagazzinando energia sottoforma

di collegamenti trifosfati (ATP).

 

O2 + 4 H+ 4 e- ====> 2 H2O

 

Le molecole provenienti dall’ossidazione

del glucosio si continuano ad ossidare e

l’ossigeno si riduce assorbendo elettroni e

protoni; ogni molecola si ossigeno accetta

quattro elettroni e quattro protoni formando

2 molecole d’acqua. È la cosiddetta tetra-

riduzione dell’ossigeno

 

Ma non sempre si verifica esattamente

questo processo e si calcola che nel cinque

per cento dei casi avvengono mono

o bi-riduzioni che non generano né acqua

né CO2, facilmente eliminabili tramite le vie naturali dell’emuntorio (rene, polmone, pelle),

bensì specie reattive nocive derivanti dall’ossigeno (EROs o ROS) che danneggiano la salute

prolungando l’ossidazione dei nostri tessuti sani causando diverse patologie.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Diciamo che questo 5% è come la “fuliggine” dei “camini metabolici” che se non la eliminiamo

o la neutralizziamo, con il passare del tempo ci ammaleremo o invecchieremo più velocemente.

I sistemi più danneggiati sono l’apparato circolatorio, il sistema nervoso ed il sistema

immunitario.

 

Le specie reattive derivanti dall’ossigeno che si producono nelle cellule comprendono perossido

di idrogeno (H2O2), il radicale ossidrile (-OH) e il radicale superossido (O2•-).

 

Con l’arrivo dell’ossigeno sulla terra molte specie che non erano preparate per l’ossidazione

sono scomparse. Quelle che hanno sopportato l’impatto dell’ossigeno sono sopravvissute

sviluppando un sistema in grado di proteggerle: il sistema antiossidante. L’ossidazione è definita

come il “furto” degli elettroni degli ultimi strati elettronici degli atomi o molecole trasformandosi

in ioni con carica. Le sostanze che sottraggono questi elettroni si chiamano ossidanti

e, ossidandosi, si riducono. Questi ioni “ossidati” si trasformano nei cosiddetti radicali liberi

e se non vengono neutralizzati da un altro elemento (riduttore) in grado di fornire i propri

elettroni o protoni (H+), continueranno a vagare nell’organismo fino a quando non riescono

ad ottenerli da altri sostrati che si ossideranno; le più danneggiate sono le membrane che

formano le cellule. L’ossidazione “fuori controllo” che avviene nei tessuti del nostro organismo

favorisce l’invecchiamento, la degenerazione e, ovviamente, la malattia. Se vogliamo

sopravvivere dobbiamo lottare contro l’ossidazione.

 

Il controllo dell’eccesso di RL o EROS prodotti dal nostro organismo corrisponde al funzionamento

normale del nostro sistema enzimatico antiossidante cellulare:

 

Superossido dismutasi (SOD)

 

Catalasi (CAT)

 

Glitatione perossidasi (GO x)…e altri

 

 

 

Questi tre enzimi costituiscono la maggior difesa anti-radicale all’interno delle cellule. Dobbiamo

tener presente che l’eccesso di radicali liberi (ossidanti) o un errore della nostra difesa

enzimatica incapace di opporsi all’eccesso di RL possono causare lo sviluppo di molteplici

processi patologici, in particolare le malattie di carattere degenerativo: Alzheimer, Parkinson,

Artrosi, ecc.

 

L’invecchiamento non è altro che uno sbilancio a favore dei meccanismi di ossidazione causato

dal fatto che i sistemi antiossidanti di difesa sono deboli o inefficienti.

 

Inoltre, considerando il ritmo di vita attuale, dobbiamo aggiungere molti altri attacchi “ossidativi”

provenienti dall’ambiente circostante che saturano la difesa antiossidativa innata di

cui abbiamo parlato (enzimatica). Pensiamo all’inquinamento, al fumo, alle radiazioni, agli

innumerevoli conservanti nella nostra alimentazione, ecc.

 

Ma possiamo ingerire sostanza che possono contribuire alla lotta antiossidativa. Pensiamo

ad esempio ad alcune vitamine idrosolubili (vitamina B1, B6, B12, C) e liposolubili (Vitamina

E, A), biocarotenoidi, polifenoli.

 

Nelle piante, le specie reattive dell’ossigeno si producono durante la fotosintesi (ottenimento

dell’energia dalla luce solare).

 

CO2+ NH3+ luz ====> Carboidrati

 

Diciamo che anche le piante devono difendersi, come noi, per poter sopportare le condizioni

di alta intensità luminosa che causa ossidazioni. Per questo esistono i carotenoidi, i bioflavoni

e altre sostanze che proteggono i vegetali da eventuali ossidazioni. Sappiamo tutti che se

il pomodoro, il broccolo, l’arancia o la mela non contenessero sostanze antiossidanti non si

conserverebbero e si denaturalizzerebbero. Se inserissimo questi nutrienti nella nostra alimentazione

migliorerebbe il nostro sistema antiossidante riducendosi il cosiddetto “stress”

ossidativo.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Un aiuto antiossidante è sempre necessario, in particolare quando il nostro organismo sta

attraversando una tappa difficile con il proprio metabolismo, ad esempio, in caso di uno

sforzo fisico eccessivo (gravidanza, crescita, gare, ecc.) o in caso di infezioni, convalescenza

post-operatoria o semplicemente se sta entrando in una “fase” evolutiva (menopausa o andropausa).

 

 

Ecco perché ci interessa cercare questi nutrienti antiossidanti che si oppongono all’impatto

dell’energia luminosa proveniente dal sole soprattutto all’interno di frutta e verdura. È importante

ingerire questi frutti od ortaggi nel momento di massima concentrazione di antiossidanti.

I colori attraenti sono un punto di riferimento dell’elevata concentrazione di sostanze

con potere antiossidante, ad esempio, i caroteni, i polifenoli, i resvelatroli, ecc.

 

Non dobbiamo assolutamente dimenticare la melagrana che possiede la massima concentrazione

di antiossidanti rispetto ad altri frutti che vantano di essere antiossidanti, come gli

agrumi, i mirtilli o persino il tè verde o il vino rosso.

 

 

Dott. José Faus Vitoria (Nº Isc. Albo medici: 9582-Valencia)

 

Esperto in Ozonoterapia, Omeopatia e Medicina Manuale

 

Republica Argentina, 52, 2º, 3ª. 46700-Gandia

 

Teléfono: 96 2870827

 

http://www.doctorfaus.com

 

 

 

3. Il gruppo “Calidad y Seguridad Alimentaria” e la melagrana

 

Il gruppo d ricerca “Calidad y Seguridad Alimentaria, CSA” (Qualità e Sicurezza Alimentarie,

CSA) del Dipartimento di Tecnologia Agroalimentare dell’Università Miguel Hernández

di Elche ha elaborato diversi studi sulla qualità organolettica e sulle proprietà funzionali del

succo di melagrana e dei prodotti derivanti dalla melagrana (estratto di buccia, melagrana

disidratata, ecc.).

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Uno dei progetti oggetto della ricerca è stato finanziato dalla società Antioxidantes del Mediterráneos

S.L. e lo studio si è basato su un confronto tra le proprietà funzionali e l’accettazione

da parte dei consumatori spagnoli di succhi commerciali di melagrana disponibili nel

mercato nazionale. Inoltre, il gruppo di ricerca del CSA e l’Università Statale del Kansas (USA)

hanno effettuato uno studio sull’accettazione dei diversi tipi di succhi di melagrana su scala

mondiale. Queste analisi hanno dimostrato che il succo Granatum Plus è stato scelto come

modello di succo 100% naturale.

 

 

 

3.1. Conclusioni degli studi effettuati

 

I risultati ottenuti dalle analisi dei succhi di melagrana disponibili in commercio in Spagna nel

2010 dimostrano che i prodotti del marchio Granatum Plus hanno un maggior contenuto di

polifenoli, antiossidanti naturali della melagrana, rispetto agli altri prodotti studiati. Lo studio

dei prezzi dei diversi prodotti a base di melagrana del mercato stabilisce che i prodotti Granatum

Plus presentano un miglior rapporto “qualità/prezzo” all’interno del gruppo di prodotti

analizzati.

 

 

 

I succhi di Granatum Plus hanno ottenuto un punteggio basso nella lista degli attributi negativi

e alto nella lista di attributi come dolcezza, aroma di melagrana e colore.

 

Si considera alquanto positiva l’indicazione sull’etichetta dei prodotti dell’origine geografica

delle melegrane e la varietà utilizzata per l’elaborazione del succo.

 

Ricordiamo che nella lista dei prodotti nazionali analizzati, Granatum Plus è l’unico marchio

commerciale che comunica ai propri consumatori l’origine geografica della coltivazione della

melagrana (Spagna) e la varietà utilizzata (Mollar Elche).

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Questo stesso studio ha dimostrato che le capsule “Granatum Plus” possiedono circa un 30%

di punicalgine e un 50% di polifenoli.

 

 

Capsule Granatum Plus

 

Inoltre, il prodotto contiene circa un 80% di estratto di melagrana. L’ingestione di una capsula

“Granatum Plus” equivarrebbe a bere circa 200 ml di succo spremuto da arilli di una stessa

varietà. Questa ricerca, assieme ad altri studi effettuati negli ultimi anni in prestigiose università

di tutto il mondo, dimostra che la capacità antiossidante della buccia della melagrana è

10 volte superiore a quella della parte commestibile.

 

 

 

Cosmetica naturale ed ecologica

 

 

 

La melagrana (Punica granatum L.),

frutto antico, mistico e distintivo, era

anticamente descritto in numerosi documenti

come la Bibbia, il Torah giudeo

ed il Talmud babilonese come un frutto

sacro con poter benefici per la fertilità,

l’abbondanza e la fortuna. Era presente

in alcune cerimonie, nell’arte e nella mitologia

egizia e greca ed era l’emblema

personale dell’imperatore romano Massimo.

 

 

Oltre all’ambito storico, la melagrana si usa anche per la

cura di varie malattie in diverse tipologie di medicina. La

medicina Ayurveda (medicina indiana) considera la melagrana

come un farmaco adeguato per la cura dei parassiti,

della diarrea, delle ulcere e considera che possiede

un carattere depurativo. La melagrana serve anche come

rimedio per il diabete nella medicina Unani che si pratica

in India.

 

L’attuale interesse nei confronti dei benefici medicinali e

nutritivi della melagrana ha avuto inizio nel 2000 e, da

quel momento, si sono create più di 200 referenze in cui si

descrivono gli effetti benefici per la salute della melagrana

e dei prodotti derivati. Nel periodo compreso dal 1950 al

1999 sono state registrate solo 25 pubblicazioni scientifiche

inerenti a questa tematica.

 

4. Melagrana e salute

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Le proprietà potenzialmente terapeutiche della melagrana

sono piuttosto varie e comprendono trattamenti

e cure preventive contro tumori, malattie

cardiovascolari, Alzheimer, malattie infiammatorie,

malattie orali e cutanee, obesità, disfunzioni erettili

o diarrea.

 

In seguito mostreremo dettagliatamente i risultati

principali di una revisione bibliografica della letteratura

scientifica esistente fino al 2011 in cui si descrivono

le diverse applicazioni terapeutiche della melagrana

citate in precedenza.

 

4.1. Proprietà anti cancro e antitumorali

 

Hong et al. (2008) hanno dimostrato che il succo e gli estratti provenienti dalla melagrana

sono potenti inibitori della crescita cellulare e persino più potenti di altri polifenoli creando

un effetto sinergico con i fitochimici presenti nella melagrana e negli estratti.

 

Un estratto di melagrana applicato come pre-trattamento topico ha ridotto lo sviluppo di un

tumore sui topi dal 100% al 30% aumentando la latenza nello sviluppo del tumore da 9 a 14

settimane (Afaq et al., 2005). Albretch et al. (2004) hanno studiato l’effetto dell’olio di melagrana,

dei polifenoli della buccia e delle membrane e dei polifenoli del succo fermentato sul

tumore alla prostata. Tutti questi agenti separatamente frenavano la proliferazione in vitro

di cellule tumorali su cellule umane di LCNaP, PC-3 e DU 145 dimostrando così un’evidente

attività antitumorale dei prodotti derivati dalla melagrana sul tumore alla prostata.

 

 

 

Kohno et al. (2004) hanno dimostrato che l’ingerimento di

olio proveniente dai semi di melagrana nell’alimentazione

inibisce la gravità e la moltiplicazione degli adenocarcinomi

nel colon dei topi. La riduzione dei tumori al colon grazie

all’olio di semi di melagrana si associa all’incremento di acidi

linoleici coniugati nella mucosa del colon e nel fegato.

Esistono diverse prove scientifiche che dimostrano che il

succo di melagrana elimina l’espressione COX-2 indotta da

TNF- la via NF-.B e l’attivazione di Akt. È possibile che alcuni

componenti bioattivi presenti nel succo di melagrana,

come le antocianine e i flavonoidi, possano essere i responsabili

dell’aumento dell’attività antiproliferativa delle cellule

tumorali (Adams et al. 2006).

 

Seeram et al. (2005b) hanno descritto la gran attività antiproliferativa del succo di melagrana

sulle diverse linee cellulari tumorali con una gran inibizione dal 30 fino al 100%. Il succo di

melagrana, l’acido ellagico e la punicalagina inducono l’apoptosi (forma di morte cellulare

geneticamente regolata) delle cellule HT-29 del colon; ad ogni modo, nelle cellule HCT116

del colon hanno contribuito all’apoptosi solo l’acido ellagico e le punicalgine e non il succo di

melagrana (Seeram et al., 2005b).

 

Quindi, gli estratti di buccia di melagrana che contengono questi composti (acido ellagico

e punicalgine) sembrano essere la cura del futuro contro il tumore al colon. Lansky et al.

(2005b) hanno affermato che alcuni componenti presenti nella melagrana riducono in modo

significativo l’invasione di cellule tumorali della prostata in vitro (cellule PC-3).

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Fjaeraa e Nanberg (2009) hanno dimostrato che l’acido ellagico è in grado di indurre l’apoptosi

attraverso la rottura e l’alterazione del DNA nel ciclo cellulare. González-Sarrías et al. (2009)

hanno suggerito che l’acido ellagico e i rispettivi metaboliti come le urolitine A e B possono

contribuire alla prevenzione del tumore al colon.

 

Hong et al. (2008) hanno dimostrato che il succo e gli estratti di melagrana hanno un’elevata

capacità di arresto della proliferazione e sono in grado di stimolare l’apoptosi nelle cellule

tumorali della prostata. Recentemente, Koyama et al. (2010) hanno dimostrato che una cura

sulle cellule LAPC4 della prostata con estratti di melagrana con un contenuto stabilizzato di

ellagitannini (punicalagina) del 37% riduce lo sviluppo favorendo l’apoptosi.

 

Detto questo, potremmo concludere affermando che la melagrana e i prodotti derivanti hanno

un effetto benefico sulle malattie tumorali grazie all’elevato contenuto di composti tali come

le antocianine, l’acido ellagico e le punicalagine. Inoltre, partendo da tutti questi casi studiati,

si è dimostrata un’attitudine differente dei prodotti derivanti dalla melagrana e degli estratti e

l’ingerimento individuale o isolato dei composti responsabili. Per questo motivo, l’uso della

melagrana e dei prodotti derivati è importantissimo in questo tipo di malattie.

 

Ricordiamo inoltre che in tutti i casi studiati si parla di prevenzione e trattamento, in nessun

caso di cura del cancro o del tumore. La melagrana e i prodotti derivati, grazie alla loro composizione

fitochimica, sono prodotti consigliati per la prevenzione e il trattamento del cancro.

 

Infine, a modo di riassunto, riassumiamo le principali azioni o effetti antitumorali della melagrana

e dei prodotti derivati sulle alcune malattie tumorali (tumore al seno, al colon, alla

prostata, ecc.).

 

 

 

Tabella 4. Principali effetti antitumorali della melagrana.

 

 

- Antiproliferativo: Arresto crescita tumorale.

 

- Induce apoptosi: Morte cellulare indotta (suicidio).

 

- Inibisce fattore nucleare kB (NF-kB): Regola espressione di oltre 200 geni

 

(sistema immunitario, proliferazione cellulare, invasione tumorale,metastasi).

 

- Anti-angiogenesi: Formazione nuovi vasi sanguigni.

 

- Inibisce invasione tumorale (metalloproteinase).

 

Sorgente: Dott. Gilberto E. Chéchile Toniolo (2011). II Simposio Internazionale sul Melograno,

Madrid, Spagna.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

4.2. Prevenzione di malattie cardiovascolari

 

Uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie

coronarie è la dislipidemia, caratterizzata da un aumento eccessivo

del colesterolo a bassa densità (LDL) e/o da livelli bassi

di colesterolo ad alta densità (HDL) (Esmaillzadeh e Azadbakht

2008). Il colesterolo è di due tipi: il colesterolo a bassa densità

(LDL, o colesterolo cattivo) e le lipoproteine ad alta densità

(HDL, o colesterolo buono). Il colesterolo buono (HDL) viene

chiamato così perché contribuisce a ridurre il livello di colesterolo

nel sangue; il colesterolo ad alta densità viene prodotto

in modo naturale dall’organismo ed elimina il colesterolo cattivo

dalle pereti delle arterie e lo restituisce al fegato. Il colesterolo

cattivo si accumula sulle pareti delle arterie formando

una lastra di rende difficile la circolazione del sangue che va fino al cuore. Ecco perché se

il colesterolo LDL è troppo alto aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. Si crede che

l’ossidazione del LDL contribuisce all’aterosclerosi e allo sviluppo di malattie cardiovascolari

(Heinecke 2006).

 

Sono stati effettuati diversi studi in vitro, con animali e con umani, con diversi prodotti a base

di melagrana per la prevenzione e la riduzione dell’aterosclerosi e l’ossidazione del LDL (Aviram

et al., 2000; Sezer et al., 2007; Basu e Penugonda 2009; Davidson et al., 2009; Fuhrman

et al., 2010). Aviram et al. (2000) hanno analizzato l’effetto che svolge il consumo di succo di

melagrana in uomini sani sull’ossidazione del LDL e hanno determinato che l’LDL diminuiva

incrementando l’attività del HDL di circa il 20%. Seezer et al. (2007) hanno confrontato il contenuto

totale di polifenoli e l’attività antiossidante dei vini di melagrana e di vino rosso. Sia il

contenuto in polifenoli che l’attività antiossidante erano maggiori nei vini di melagrana che

nei vini rossi.

 

 

 

Sia il contenuto in polifenoli che l’attività antiossidante erano maggiori nei vini di melagrana

che nei vini rossi. Entrambi i vini permettevano una riduzione del LDL; ad ogni modo, grazie

ad una maggior capacità antiossidante, la riduzione prodotta dal vino di melagrana era maggiore

rispetto a quella provocata dal vino rosso, in particolare del 24% per il vino di melagrana

e del 14% per il vino rosso.

 

Esmaillzadeh et al. (2006) hanno somministrato 40 gr di succo concentrato di melagrana a

pazienti diabetici e iperlipidemici (livelli elevati di colesterolo e trigliceridi) per 8 settimane.

Alla fine dello studio i livelli di trigliceridi e HDL erano rimasti invariati. Mentre il livello di

colesterolo totale (5,43 %), LDL (9,24 %), il quoziente di colesterolo totale/HDL (7,27 %) ed il

quoziente LDL/HDL (11,76 %) erano diminuiti.

 

Basu e Penugonda (2009) hanno suggerito che il meccanismo principale del succo di melagrana

come prodotto dalle proprietà antiaterogeniche si riassume nel seguente modo:

 

 

 

In questo modo, con l’ingerimento del succo di melagrana esiste un effetto favorevole sul

progresso dell’aterosclerosi e, di conseguenza, sullo sviluppo di malattie coronarie.

 

Il Dottor Aviram ha effettuati diversi esperimenti con pazienti sani e ipertesi a cui ha somministrato

succo di melagrana durante diversi periodi di tempo. Conclusi questi studi è giunto alla

conclusione che la pressione sanguigna è diminuita del 36% dopo due settimane di trattamento

con succo di melagrana. Questa diminuzione è stata possibile grazie all’elevato potere

antiossidante dei polifenoli della melagrana (Aviram e Dornfeld, 2001; Aviram et al., 2004).

 

 

- Incrementa l’attività antiossidante del siero sanguino e

 

riduce i lipidi del plasma e la perossidazione lipidica.

 

- Riduce l’ossidazione del LDL.

 

- Riduce le aree con lesioni di aterosclerosi.

 

- Riduce la pressione sanguigna sistolica.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

4.3. Proprietà Antinfiammatorie

 

L’infiammazione, la prima difesa fisiologica nel corpo

umano, può proteggerci da lesioni causate da ferite

o avvelenamenti. Questo sistema di difesa può eliminare

microrganismi infettivi o irritazioni e mantenere

le funzioni fisiologiche normali. Ciononostante,

un’esposizione eccessiva a queste infiammazioni può

causare disfunzioni fisiologiche come l’asma o l’artrite

(Lee et al., 2010). Esistono diverse prove scientifiche

che manifestano il carattere antinfiammatorio

della melagrana e dei prodotti derivanti (Lansky e

Newman, 2007; Shukla et al., 2008; Larrosa et al.,

2010; Lee et al., 2010).

 

Alcuni estratti di melagrana, soprattutto l’estratto di

semi pressati a freddo, riducono l’azione degli enzimi ciclossigenasi e lipossigenasi in vitro.

Le ciclossigenasi sono enzimi importantissimi per la degradazione dell’acido arachidonico in

prostaglandine, importanti mediatori dell’infiammazione che viene quindi ridotta in modo

significativo grazie agli estratti di melagrana. La lipossigenasi si occupa della trasformazione

dell’acido arachidonico in leucotrieni, altri mediatori dell’infiammazione che viene quindi ridotta

grazie agli estratti di semi di melagrana (Tomás-Barberán, 2010).

 

Boussetta et al. (2009) hanno dimostrato che l’acido punico, acido grasso coniugato presente

nell’olio di semi di melagrana, ha un effetto antinfiammatorio dimostrato in vivo e quindi

limita la perossidazione lipidica.

 

 

 

Lee et al. (2010) hanno analizzato quattro tannini idrolizzabili, tra cui la punicalagina e la

punicalina, tutti separati dalla melagrana. Ognuno di questi composti, in diverse dosi, ha provocato

una diminuzione significativa della produzione di monossido di azoto (NO) in studi in

vitro con un importante effetto antinfiammatorio.

 

De Nigris et al. (2007) hanno dimostrato che l’ingerimento di succo ed estratti di melagrana

in topi obesi ha ridotto notevolmente l’espressione di determinati elementi genetici che contribuiscono

all’infiammazione cardiovascolare.

 

In seguito, Romier-Crouzet (2009) hanno ottenuto risultati simili con succo di melagrana ed

estratti e hanno osservato una prevenzione infiammatoria grazie all’abbondante contenuto

di acido ellagico. Infine, Larrosa et al. (2010) hanno osservato che l’ingerimento di estratti di

melagrana riduce i livelli di prostaglandine nella mucosa del colon ancora una volta grazie

all’abbondante contenuto di acido ellagico nella melagrana.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

4.4. La melagrana e le sue proprietà contro il diabete

 

Il diabete è la malattia metabolica più comune

al mondo di cui ne soffrono milioni di persone.

Stando ai dati della Federazione Internazionale

del Diabete, si stima che nel 2025 circa

333 milioni di persone soffriranno di diabete.

Dopo le malattie cardiovascolari e oncologiche,

il diabete occupa il terzo posto in importanza.

 

 

Il frutto del melograno e i prodotti derivanti possono svolgere un ruolo fondamentale come

affermano gli studi scientifici che dimostrano le proprietà antidiabetiche di questo frutto

(Huang et al., 2005; Li et al., 2005; Katz et al., 2007; Parmar e Kar, 2007; Li et al., 2008; Bagri

et al., 2009).

 

Il diabete si associa ad un elevato stress ossidativo e allo sviluppo dell’aterosclerosi; sembra

evidente che i composti a base di melagrana con capacità antiossidante possono avere un

effetto significativo sul diabete.

 

Ad esempio, Katz et al. (2007) hanno dimostrato l’attività ipoglicemica dei fiori, dei semi e

del succo di melagrana. I meccanismi per cui il melograno e i prodotti derivanti hanno questi

effetti sono ancora sconosciuti. Ciononostante, sebbene le ipotesi sul perché di questo

meccanismo siano numerose, tutte concordano sulla diminuzione di alcuni fattori genetici e

composti che inducono allo stress ossidativo.

 

 

 

Ad esempio, Li et al. (2005), suggeriscono la riduzione

dell’enzima -glucosidasi come meccanismo

per la diminuzione del diabete grazie agli

estratti di fiori di melagrana. Pamar e Kar (2007)

hanno dimostrato che l’ingerimento di estratti di

buccia di melagrana ha regolato gli effetti nocivi

di un composto che favoriva lo sviluppo del diabete

sui topi.

 

Mcfarlin et al. (2009) hanno studiato invece l’effetto

dell’olio di semi di melagrana sull’accumulo

di grassi nei topi e hanno osservato un miglioramento

della sensibilità all’insulina. Tutte queste

prove, sommate agli studi inerenti alle malattie

cardiovascolari, suggeriscono un effetto beneficio

della melagrana e dei prodotti derivanti sul

diabete e su altre malattie cardiovascolari in pazienti

diabetici grazie anche all’effetto positivo

su malattie coronarie.

 

I componenti principali con proprietà antidiabetiche sono i polifenoli; questi composti si ripercuotono

sulla glicemia mediante numerosi meccanismi tra cui la riduzione dell’assorbimento

del glucosio attraverso l’intestino o i tessuti periferici. Il meccanismo più probabile è

la diminuzione dell’enzima -glucosidasi come causa principale della riduzione del diabete.

Altri meccanismi suggeriscono la diminuzione della glicemia grazie all’assorbimento nei tessuti

periferici e non attraverso l’intestino (Scalbert et al., 2005).

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

4.5. Prevenzione del deterioramento ossidativo

 

Il deterioramento ossidativo è un argomento attuale e un chiaro esempio di questa affermazione

sta nel fatto che l’attività dei frutti e degli ortaggi nel deterioramento ossidativo (contenuto

elevato di composti antiossidanti) è una delle proprietà o caratteristiche più apprezzate

dai consumatori. Generalmente, si definisce antiossidante una sostanza naturale o artificiale

in grado di neutralizzare o proteggere un sistema biologico dai radicali liberi, come i radicali

dell’ossigeno, dell’azoto e i radicali lipidici (Cano e Arnai, 2004).

 

Queste proprietà antiossidanti rendono la frutta e gli ortaggi elementi con proprietà benefiche

per la salute, evitando o riducendo il rischio di soffrire alcune malattie degenerative

(Brandt et al., 2004; Chen et al., 2007). Negli ultimi anni il contenuto di antiossidanti sta diventando

un parametro importante per la qualità della frutta e degli ortaggi. Tra i composti

con maggior capacità antiossidante ricordiamo le antocianine e altri fenoli (Espín et al., 2007,

Dorais et al., 2008), carotenoidi (Perera e Yen, 2007) e le vitamine A, C e E (Hoursome et al.,

2008).

 

I composti responsabili dell’elevato potere antiossidante della melagrana e dei prodotti derivanti

sono stati oggetto di studio per numerosi autori sia in modelli in vitro che in modelli in

vivo. L’attività antiossidante in vitro della melagrana e dei prodotti derivanti è stata analizzata

da diversi autori (Naveena et al., 2008; Cam et al., 2009; Mousavinejad et al., 2009; Tezcan et

al., 2009). Tzulker et al. (2007) hanno determinato che l’elevata capacità antiossidante della

melagrana e dei prodotti derivanti è dovuta alla presenza interna delle punicalagine e non

delle antocianine come si pensava in precedenza.

 

 

 

I meccanismi dell’attività antiossidante in vivo non sono del tutto chiari anche se è ben noto

che questi meccanismi agiscono sulle matrici biologiche in modo molto complesso. Madrigal-

Carballo et al. (2009) hanno suggerito che i composti fenolici della melagrana scatenano una

reazione redox nel momento in cui i gruppi idrossilici delle molecole fenoliche donano un

idrogeno agli agenti responsabili della riduzione. Altri autori (Amarrowicz et al., 2004) affermano

che l’attività antiossidante dei composti fenolici è dovuta alla loro capacità di cattura

dei radicali liberi e dei cationi metallici chelanti.

 

4.6. Prevenzione dei problemi cutanei

 

Il processo di foto invecchiamento presuppone danni molecolari e strutturali sulla pelle,

come infiammazione, diminuzione della sintesi del collagene, ingrossamento o proliferazione

dell’epidermide (parte superficiale della pelle), degradazione incompleta di frammenti di

collagene e ossidazione delle proteine.

 

Clinicamente , tutte queste modifiche si traducono in una pelle flaccida, rugosa, dall‘aspetto

giallastro, con macchie bianche ovali o rotonde o macchie scure irregolari e teleangiectasi

(vasi sanguigni evidenti), ecc. Potrebbero inoltre apparire lesioni benigne come cheratosi

seborreiche o lentigo (elevazione o macchie color caffè), iperplasie sebacee e lesioni precancerose

come le cheratosi actiniche.

 

I danni cutanei avvengono come conseguenza dell’invecchiamento naturale della pelle, ma

non bisogna dimenticare che l’esposizione al sole favorisce l’apparizione di ulteriori problemi

cutanei. L’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti può causare numerosi problemi,

tra cui il tumore alla pelle.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Numerosi studi effettuati con estratti di melagrana (Aslam et al.,

2006) suggeriscono che gli estratti provenienti dalla buccia della

melagrana favoriscono la rigenerazione del derma e gli estratti provenienti

dall’olio di semi rigenerano l’epidermide.

 

Pacheco-Palencia et al. (2008) hanno descritto le proprietà protettive

degli estratti della melagrana contro le radiazioni UVA e UVB

riducendo la generazione di specie reattive di ossigeno (ROS). Afaq

et al. (2009) hanno suggerito che il danno indotto dalle radiazioni

UVB sulla pelle può essere diminuito ingerendo prodotti derivati

dalla buccia e dai semi di melagrana.

 

Tutte queste analisi scientifiche dimostrano le eccellenti proprietà per la protezione della

pelle degli estratti ottenuti dalla buccia e dai semi di melagrana.

 

4.7. Proprietà antimicrobiche della melagrana e i suoi prodotti derivati

 

Molte tecnologie di conservazione di alimenti, alcune usate fin dai tempi più antichi, proteggono

gli alimenti dall’alterazione causata da microrganismi. Sappiamo che i microrganismi

possono essere eliminati mediante refrigerazione, riduzione dell’attività dell’acqua, acidificazione,

modificazione dell’atmosfera della confezione, mediante trattamenti non termici o

aggiungendo composti antimicrobici.

 

I prodotti antimicrobici per uso alimentare sono composti chimici aggiunti o presenti negli

alimenti che ritardano la crescita o causano la morte dei microrganismi aumentando così la

resistenza all’alterazione della qualità e della sicurezza.

 

 

 

Gli obiettivi principali degli agenti antimicrobici sono i microrganismi

che causano intossicazioni alimentari (agenti infettivi o

produttori di tossine) e i microrganismi che alterano gli alimenti

producendo prodotti metabolici finali (cataboliti) o enzimi dai

cattivi odori, gusto sgradevole, problemi di consistenza, diversa

colorazione e/o rischio sanitario (Davidson y Zivanovic, 2003).

 

L’uso di agenti chimici e sintetici con una considerevole attività

antimicrobica in grado di ridurre la crescita dei microbi è una

delle tecniche più antiche per il controllo della crescita microbica

e, quindi, una tecnica adeguata di conservazione (Viuda-

Martos et al., 2008).

 

Attualmente esiste una tendenza che prevede la sostituzione di questi agenti chimici con

trattamenti naturali applicando agenti presenti in frutta, verdura ed erbe aromatiche. I principali

agenti naturali antimicrobici sono gli oli essenziali di erbe aromatiche e spezie. Gli oli

essenziali derivati da piante sono conosciuti grazie alla loro importate attività antimicrobica

contro numerosissimi batteri e funghi e perché in grado di incrementare l’attività antiossidante

dei prodotti trattati (Ayala-Zavala et al., 2005).

 

L’attività antimicrobica della melagrana e dei prodotti derivati è stata dimostrata in numerosi

studi in cui è stata verificata la riduzione dell’attività di numerosi microrganismi (Reddy et al.,

2007; McCarrell, 2008; Al-Zoreky 2009; Choio et al., 2009; Gould et al., 2009).

 

Reddy et al. (2007) hanno dimostrato che diversi estratti di melagrana in diversi dissolventi

(acqua, etanolo, ecc.) mostrano un’attività antimicrobica significativa nei confronti di E. coli,

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Pseudomonas aeruginosa, Candida albicans, Cryptococcus neoformans e S. aureus. Al-Zoreky

(2009) ha dimostrato che gli estratti di buccia di melagrana sono potenti inibitori della crescita

di Listeria monocytogenes, S. aureus, E. coli e Yersinia enterocolitica. Choi et al. (2009)

hanno studiato l’effetto in vivo e in vitro dell’applicazione di diverse concentrazioni di estratti

di buccia di melagrana per ridurre la crescita della Salmonella, verificando che la dose minima

era di 62,5 mg/L.

 

In generale, il potenziale di inibizione della melagrana e dei prodotti derivati è attribuibile

all’elevata concentrazione di composti come i polifenoli, tannini e antocianine. Studi più

recenti hanno dimostrato che l’uso di prodotti derivati e sottoprodotti come condimenti alimentari

migliorano la capacità antiossidante e garantiscono un’innocuità totale grazie alla

capacità della melagrana e dei derivati di ridurre l’attività dei microrganismi che causano il

deterioramento degli alimenti (Navarro et al., 2011; Viuda-Martos et al., 2011b).

 

Mantenere un’ottima salute dentale non solo è importante per preservare l’apparenza e le

funzioni dei denti, ma anche per proteggerci contro malattie cardiovascolari. Attualmente, la

scienza riconosce che la malattia periodontale infiammatoria cronica è strettamente legata al

peggioramento delle malattie cardiovascolari (Dumitrescu, 2005).

 

Di Silvestro et al. (2009) hanno dimostrato che uno sciacquo orale a base di estratti di melagrana

ridurrebbe in modo significativo la quantità di microrganismi dalla placca dentale.

Questa caratteristica è dovuta in particolare dall’effetto dei composti polifenolici e dei flavonoidi

sullo sviluppo della gengivite. La gengivite è una malattia orale batterica che provoca

l’infiammazione e il sanguinamento delle gengive, causati dai resti di alimenti che restano tra

i denti.

 

4.8. Effetti della melagrana sulla salute orale

 

 

 

Menezes et al. (2006) hanno studiato l’effetto prodotto da un estratto di melagrana sui microrganismi

della placca dentale. Questi autori hanno confermato un’elevata efficacia con

una riduzione dei microrganismi dell’84%.

 

Sastravaha et al. (2005) hanno dimostrato l’efficacia di un dentifricio che conteneva estratti

di melagrana come trattamento aggiuntivo per completare le terapie periodontali abituali.

Badria e Zidan (2004) hanno dimostrato che i flavonoidi della melagrana svolgono un’azione

antibatterica in vitro contro i microrganismi responsabili della gengivite.

 

Le referenze relative all’effetto della melagrana e dei prodotti derivati sulle malattie orali

sono più scarse rispetto a quelle attinenti alle malattie come il tumore o le malattie cardiovascolari.

I casi mostrati in precedenza sono gli esempi più recenti della ricerca effettata in

questo contesto. Il consumo della melagrana come prodotto fresco, come alimento derivato

o sottoforma di estratto, oltre ad essere piacevole grazie al gusto delizioso, è un rimedio perfetto

per un’adeguata salute orale.

 

Nella Tabella 5 si riassumono alcuni degli studi più rilevanti.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Tabella 5. Studi in vivo effettuati per valutare gli effetti benefici della melagrana sulla salute

di animali da laboratorio e umani.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

 

 

4.9. Altre proprietà della melagrana benefiche per la salute

 

4.9.1. La melagrana e i suoi effetti contro la dissenteria

 

Esistono solo due studi recenti che hanno dimostrato l’effetto degli estratti di buccia di melagrana

per la prevenzione della dissenteria. Entrambi gli sperimenti sono stati effettuati su

cavie da laboratorio a cui è stato somministrato un estratto elaborato a base di buccia di

melagrana per poter osservare come si riduceva il numero di defecazioni e la quantità delle

stesse. Questi studi sono opera di Qnais et al. (2007) e Olapour et al. (2009). Le dosi proposte

per il trattamento di questa malattia erano di 400 mg/kg di peso corporeo.

 

4.9.2. La melagrana e i suoi effetti sulla qualità dello sperma e la

 

disfunzione erettile

 

L’obiettivo finale del seme è principalmente la riproduzione in quanto agisce come “vincolo”

per trasportare gli spermatozoi verso l’apparato riproduttivo femminile. Anche se l’eiaculazione

di seme accompagna l’orgasmo e il piacere sessuale, l’erezione e l’orgasmo sono controllati

da meccanismi indipendenti, per cui l’emissione di seme non è essenziale per il godimento

sessuale. Il consumo di succo di melagrana produce un incremento della concentrazione di

sperma nell’epididimo, una maggior mobilità e densità di cellule spermatogeniche e una riduzione

dello sperma di cattiva qualità in confronto al gruppo di riferimento o controllo (Türk

et al., 2008).

 

In uno studio più recente, questo stesso gruppo di ricercatori ha suggerito che l’acido ellagico

ha un effetto protettivo sia per i testicoli che per gli spermatozoi. Questo effetto può essere

legato all’azione potente dell’acido ellagico contro lo stress ossidativo (Türk et al., 2010).-

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Per quanto concerne la disfunzione erettile o impotenza erigendi, cioè l’incapacità continua

di raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente da poter mantenere una relazione sessuale

soddisfacente, stando a quanto afferma Forest et al. (2007) si è potuto affermare che

dopo quattro settimane di trattamento con succo di melagrana i pazienti mostravano una

miglior attività erettile rispetto ad altri a cui era stato somministrato un prodotto dall’effetto

placebo.

 

4.9.3. Effetto della melagrana sull’obesità

 

L’obesità è una malattia cronica di origine multifattoriale caratterizzata dall’accumulo eccessivo

di grasso o ipertrofia generale del tessuto adiposo nel corpo. Possiamo quindi parlare di

obesità quando la riserva naturale di energia degli umani o di altri mammiferi immagazzinata

sottoforma di grasso corporeo aumenta fino a tal punto che viene associata ad una serie di

complicazioni, problemi di salute, malattie e persino un aumento del tasso di mortalità.

 

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) parla di obesità quando l’IMC o indice di massa

corporea (calcolo tra la statura e il peso dell’individuo) è uguale o superiore a 30 kg/m2.

Si considera un segno di obesità anche un perimetro addominale maggiore o uguale a 102

cm negli uomini e 88 cm nelle donne. L’obesità fa parte della sindrome metabolica ed è un

fattore di rischio ben noto, ciò significa che è spesso causa di diverse malattie, in particolare

malattie cardiovascolari, diabete mellitus tipo 2, apnea nel sonno, ictus, osteoartrite, e di

alcune forme di cancro, patologie dermatologiche e gastrointestinali.

 

Anche se l’obesità è una condizione clinica individuale, è diventato un problema serio nell’ambito

della salute pubblica e l’OMS considera che “l’obesità ha raggiunto proporzioni epidemiche

a livello mondiale e ogni anno muoiono 2,6 milioni di persone a causa dell’obesità o del

sovrappeso.

 

 

 

Anche se prima si considerava un problema attinente solo ai paesi ricchi, oggi l’obesità è prevalente

anche nei paesi con redditi medi o bassi”.

 

Tabella 6. Studi per valutare l’effetto in vivo della melagrana o dei suoi estratti sull’obesità.

 

 

5. Problemi di commercializzazione di prodotti derivati dalla melagrana

 

5.1. La melagrana e i suoi prodotti derivati: un aumento significativo del

consumo in tutto il mondo

 

I prodotti derivati dalle melegrane, ad esempio i succhi, i nettari, gli estratti e le marmellate,

aumentano in modo significativo la propria commercializzazione e quota di mercato al di là

delle nostre frontiere. La maggior parte dei prodotti commercializzati nel mercato non specificano

l’origine né la varietà della melagrana con cui vengono elaborati. Questo è dovuto

al fatto che le aziende che confezionano e commercializzano questi prodotti basano i propri

affari sull’offerta e sul prezzo dei concentrati proposti nei diversi paesi del mondo.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

Il volume di produzione di melegrane in Spagna permette di competere con altri paesi produttori

offrendo succhi di melagrana concentrati sfusi. L’india con 1.200.000 tonnellate e l’Iran

con 1.000.000 tonnellate stabiliscono il prezzo del concentrato di melagrana nel mondo, cifre

alquanto lontane dalla produzione spagnola che oscilla tre le 30.000 e le 50.000 tonnellate.

 

Il 99% dei succhi di melagrana che si commercializzano in Spagna sono succhi a base di concentrati,

sebbene i più richiesti siano quelli che non si definiscono nemmeno succhi, nettari o

mix di frutta e si utilizza la foto della melagrana sulle confezioni come slogan pubblicitario e

si elaborano a base di concentrato.

 

Il volume di produzione in Spagna permette di competere con il prezzo di questi prodotti.

Granatum Europa ha deciso invece di puntare sulla qualità e l’origine delle proprie coltivazioni.

Abbiamo scelto la varietà Mollar proprio perché la sua qualità organolettica la rende

ideale per il confezionamento di prodotti con un contenuto 100%.

 

Il progetto Granatum Europea, dopo aver collaborato con numerosi ricercatori in Spagna e

in tutto il mondo, ha deciso di puntare sulla qualità e non sulla quantità di produzione. Siamo

convinti che la melagrana non è un prodotto che va di moda attualmente e che nei prossimi

anni tutti i prodotti elaborati faranno parte dell’alimentazione giornaliera di milioni di consumatori

di tutto il mondo.

 

Ecco perché il nostro progetto è stato pensato per poter dare i primi frutti positivi in un arco

di tempo minimo di 5 anni. La melagrana farà parte dell’alimentazione giornaliera di milioni

di consumatori di tutto il mondo, per cui ci saranno sicuramente migliaia di consumatori che

richiederanno prodotti di qualità coltivati all’interno delle frontiere dell’Unione Europea e

questa à la quota di mercato che Granatum Europa pretende raggiungere. Il nostro slogan è

“solo ed esclusivamente melagrana coltivata in Spagna”.

 

 

 

5.2. Come promuovere la melagrana e far conoscere al consumatore le

 

proprietà benefiche di questo prodotto

 

Una campagna pubblicitaria a livello nazionale: Impossibile a causa del costo troppo elevato

e che il nostro progetto non poteva sostenere. Secondo lo studio di diverse aziende pubblicitarie

di prestigio, una campagna pubblicitaria di impatto richiederebbe non meno di 3 milioni

di euro, presupponendo che una buona capacità di produzione del melograno per l’industria

di succhi in una stagione normale senza climatologie negative non supera le 2.500 tonnellate

suddivise tra grossisti e cooperative. Ciò significa che la melagrana spagnola può aspirare

solo ad un mercato di qualità e ad un settore di consumatori che lo richiedono.

 

5.3. Come raggiungere questo settore

 

Vi sono cose alquanto semplici nel mondo della melagrana, tra cui la pubblicazione di comunicati

stampa periodici inerenti ai risultati delle ricerche, ma esiste un rischio del 99,9 %

che queste ricerche avvengano in centri al di fuori del territorio spagnolo e con melegrane

coltivate in altri paesi.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

5.4. Comunicati stampa pubblicati

 

Nel giugno del 2010 Granatum Plus ha lanciato sul mercato il suo primo prodotto; le capsule

di estratto in polvere con una percentuale elevata di punicalagine.

 

Granatum Plus decise di mandare a tutti i mezzi di comunicazione nazionali i risultati delle

ricerche o pubblicazioni importanti inerenti alla melagrana effettuati in tutto il mondo. In

seguito, ecco alcuni titoli di questi comunicati stampa:

 

1- Un succo di melagrana spagnolo selezionato dall’Università Statale del Kansas per uno

studio mondiale tra consumatori

 

2- L’infarto di miocardio potrebbe essere ridotto con il consumo di estratto di melagrana grazie

al contenuto di fitochimici

 

3- Stando al libro “Composti Bioattivi e Tumore” le sostanze bioattive della melagrana sono

utili per la prevenzione delle fore più comuni di tumore.

 

4- La capacità antiossidante della buccia della varietà di melagrana Mollar Elche è 10 volte

superiore rispetto a quella della parte commestibile

 

5- Il tumore pancreatico potrebbe trovare un alleato nell’estratto di succo di melagrana grazie

al suo contenuto di fitochimici

 

6- In diversi studi effettuati da ricercatori spagnoli e stranieri si è dimostrato che il succo di

melagrana è il succo con maggior capacità antiossidante.

 

7- L’ingerimento di succo di melagrana spremuta può migliorare la funzione endoteliale negli

adolescenti con sindrome metabolico

 

 

 

8- L’Università di California ha dimostrato che il succo di melagrana può aiutare a risolvere

problemi di disfunzione erettile

 

9- L’estratto di semi di melagrana potrebbe essere uno stimolante naturale delle contrazioni

uterine durante il parto

 

10- Uno studio pubblicato nel numero di giugno “Cardiovascular Toxicology” dimostra le proprietà

del succo di melagrana per ridurre le malattie cardiovascolari e l’ipertensione

 

11- L’estratto di buccia di melagrana (Púnica Granatum) può essere benefico per il trattamento

della malaria celebrale grazie alla sua attività anti-parassitaria e all’inibizione dei meccanismi

pro-infiammatori

 

12- Gli ellagitannini del succo di melagrana spremuto combattono la debolezza, migliorano il

recupero delle forze e riducono il dolore muscolare, il cosiddetto mal di muscoli, degli sportivi

 

13- Uno studio effettuato tra donne in menopausa ha dimostrato che l’estratto di buccia di

melagrana riduce gli effetti dei sintomi delle scalmane o sudorazione eccessiva

 

14- Granatum Europa collabora con la Catalogna, le Canarie, la Regione Valenciana e la Regione

di Murcia, e con aziende agroalimentari tedesche e olandesi per essere il leader nel

mercato europeo di succhi, nettari ed estratti di melagrana

 

La maggior parte di questi comunicati stampa sono stati divulgati dalle più importanti agenzie

di notizie in Spagna EFE e Europa Press. Con la loro collaborazione abbiamo comunicato

all’opinione pubblica le proprietà delle melegrane e dei derivati e abbiamo diffuso l’idea di un

prodotto coltivato in Spagna; il nemico della melagrana spagnola è l’importazione di prodotti

confezionati o elaborati con frutta coltivata al di là delle nostre frontiere.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

5.5. Edizione del libro bianco della melagrana

 

Attualmente non esiste nessun libro attualizzato pubblicato in spagnolo che raccolga le ricerche

e i risultati degli studi effettuati negli ultimi anni sulla melagrana.

 

Negli Stati Uniti esistono già diversi libri in lingua inglese, in particolare “Il frutto del melograno:

radici antiche della medicina moderna” è un libro a cui hanno partecipato più di 30 centri

di ricerca di tutto il mondo e fornisce una bibliografia di studi importantissima.

 

5.6. Giornale digitale sulla melagrana in spagnolo, inglese, francese,

 

tedesco e italiano

 

 

 

Stiamo parlando dei siti web www.zumodegranada.com e www.pomegranatejuicenews.

com. In questi siti, grazie alla collaborazione dell’Università Miguel Hernández, raccogliamo e

traduciamo gli oltre 1000 articoli nuovi che troviamo ogni giorno su internet in lingua inglese

e li pubblichiamo nelle diverse lingue. Inoltre, collaboriamo con diversi esperti che interpretano

le ricerche e valutano tutti questi articoli. Su questi siti si pubblica solo informazione

comprensibile per il consumatore e aspetti tecnici accompagnati da allegati della maggior

parte delle ricerche affinché gli esperti possano valutarli correttamente.

 

5.7. La melagrana, il pesce che si morde la coda

 

Uno degli aspetti più importanti per la crescita del settore agroalimentare della melagrana

è l’aumento della produzione, ma affinché questo sia possibile è necessario un maggior

consumo e quindi un maggior finanziamento e inversione in ricerche per poter certificare

le proprietà delle varietà di melagrana coltivate in Spagna e, infine, una maggior capacità

divulgativa.

 

 

 

Per questo, il settore della melagrana ha bisogno

di persone che credano in questo concetto, perché

noi siamo convinti che la melagrana non è una

moda passeggera e il suo consumo perdurerà nel

tempo e crescerà se ci crediamo e se offriamo al

consumatore prodotti di qualità benefici per il suo

consumo giornaliero.

 

Il settore della melagrana non è un terreno semplice

da gestire né particolarmente richiesto da

investitori, è un settore che ha bisogno di persone

e capitale di rischio che credano in un progetto a

lungo termine e in un unico marco di prodotti commercializzati,

forse un sogno impensabile nell’economia

del settore. Qualsiasi progetto di industrializzazione

di prodotti derivati dalla melagrana che

sia esclusivo per questo frutto senza contare sul

beneplacito di tutto il settore di agricoltori, grossisti

e cooperative diventa un insuccesso garantito.

 

La soluzione non sta nel creare una fabbrica di succhi, ce ne sono già, né estrazione di estratti

o oli, abbondano, bisogna ottenere una quota di mercato, un volume di fatturato ed un

marchio per lo sviluppo di prodotti commercializzati che uniscano una gran parte del settore.

 

Infine, ricordiamo che tutte queste affermazioni sono il frutto di 5 anni di lavoro nel settore e

dell’analisi della crescita progressiva del consumo di questo frutto in tutto il mondo.

 

 

 

Il frutto del melograno coltivato in Spagna. Punicalagine antiossidanti del succo di melagrana e dell’estratto di melagrana, nell’alimentazione funzionale del futuro.

 

6. Conclusioni

 

In questo documento si è cercato di illustrare il panorama della coltivazione della melagrana

prestando particolare attenzione alle varietà e alla produzione della melagrana spagnola.

La Spagna è il principale produttore europeo di melegrane e la Regione Valenciana, in particolare

la provincia di Alicante, il principale esponente a livello nazionale. La varietà Mollar

di Elche è la più importante in Spagna grazie all’abbondante produzione, alla sua qualità

organolettica e alla sua composizione. Per tanto, le prassi agricole devono seguire la strada

del miglioramento delle varietà di questa coltivazione per renderla più competitiva possibile

rispetto ad altre varietà importati a livello mondiale, come ad esempio Wonderful.

 

L’industrializzazione della melagrana è un fenomeno sempre più necessario e produttivo;

numerosi ricercatori ne sono stati coinvolti grazie alle grandi opportunità che offre questo

frutto per la sua qualità sensoriale, nutritiva e funzionale. È comunque necessario che il miglioramento

delle varietà si diversifichi per poter lasciar spazio anche ad esemplari idonei per

l’industria e non solo per il consumo della frutta fresca. Per questo motivo gli esperti devono

fornire tutte le proprie conoscenze per sostenere le aziende che sviluppano prodotti derivati

dalla melagrana e sfruttano i co-prodotti e i sotto-prodotti elaborati da questa industrializzazione.

Basta dare un valore aggiunto, scientificamente dimostrato, a questa gamma di prodotti

la cui composizione chimica li rende interessanti per una medicina naturale.

 

 

 

I principali benefici ed effetti della melagrana sulla salute sono stati descritti in questo documento

attraverso i commenti di alcune referenze bibliografiche (le più recenti e rappresentative)

disponibili nella letteratura scientifica. Ma la strada è ancora lunga e questo è solo

l’inizio. Ecco perché è necessaria la collaborazione di aziende, università e centri di ricerca in

grado di approfondire queste tematiche medicinali e poter chiarire i meccanismi d’azione dei

principi attivi della melagrana.